Città prestigiosa ed emblematica che evoca il mito e ispira il misticismo,
Marrakech è il luogo ove sperimentare sensazioni insolite, gustare sapori intensi, stordirsi con profumi penetranti,
gioire di colori ardenti, commuoversi con suoni inebrianti, abbandonarsi a situazioni paradossali...
Marrakech presenta meraviglie architettoniche ombreggiate da giardini ove l’ocra degli edifi ci si stempera nelle
tonalità della vegetazione che occhieggia tra merli e archi a ferro di cavallo.
Marrakech: la suggestione del passato, la seduzione del presente
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Sede imperiale di ben cinque dinastie che,
dall’XI al XIX secolo, hanno
dominato sull’Andalusia
e su buona parte dell’Africa settentrionale
e
sub sahariana, Marrakech offre un variegato
panorama di raffinati
edifici militari, civili, religiosi
e funerari, situati all’interno della cinta
muraria,
qua e là ancora riconoscibile, la cui parte più antica
risale
all’XI secolo.
La storia di Marrakech inizia alla fine del X secolo
quando
la medina era l’unico quartiere della città e,
col passar dei secoli, la città
si trasformò in un centro
residenziale lussuoso, maestoso e brillante.
Situata a metà del percorso che congiunge
la costa dell’Atlantico alle sabbie
del Sahara,
Marrakech è il punto d’attrazione della regione
circostante.
da non perdere
Una passeggiata
nella piazza Jemaa
el-Fna,
immensa, ingombra di folla
e
mercanzie.
A partire dal pomeriggio
ogni giorno diventa un grande centro
di attrazioni:
personaggi bizzarri,
cavadenti, incantatori
di serpenti, mangiatori
di
fuoco, cantori e danzatori
riproducono ancor oggi
un
ambiente e una
consuetudine sociale
ed economica vecchia
di secoli.
Una camminata notturna
attorno
alle mura antiche
tra il profumo delle
piante
e dei fiori che ornano i grandi
e moderni viali che separano
la città
antica da quella
moderna.
Perdersi nell’intrico di vicoli
del
suk, all’interno dei quali
si aprono le
botteghe
di artigiani e commercianti
e spingendosi sino ai luoghi
dove
stuoli di giovani
tingono ancora le lane
seconda l’antica tradizione
locale.
Un giro in calesse
sino alla Menara,
grande
uliveto trasformato
in un
parco, per volere
di un sovrano nel XVIII
secolo, al centro del quale
un grazioso
padiglione
si riflette nelle acque
di
vasche e canaletti.
Attendere il tramonto
presso la
Koutoubia
per ammirare il cangiare
dei colori, dal dorato ai più
fantasiosi
toni del rosa,
del suggestivo minareto
a
torre quadrata
che riecheggia quello
di
Rabat e la Giralda
di Siviglia.
Una curiosità pittorica
europea:
non lontano
dall’immenso palmeto
che delimita la città a nord
si situa il“Jardin Majorelle”
realizzato dal pittore
francese Louis Majorelle (1859-1926)
che soggiornò
qui a lungo.
Un’escursione allo sbocco
marino di Marrakech:
Essaouira, l’antico covo
pirata un tempo chiamato
Mogador,
graziosissima
cittadina di
pescatori
circondata da una serie di
eleganti
batterie fortificate
in stile francoportoghese
del XVIII secolo.